LE AZIONI

> Caratterizzazione dei territori e delle aziende dimostrative
Il monitoraggio delle aziende avrà come oggetto principale la rilevazione dello stato dei suoli coltivati e produrrà un censimento dei fenomeni di degrado e delle tecniche gestionali del suolo. Si eseguirà una descrizione dello stato delle colture in atto (composizione floristica dei prati, avvicendamenti colturali e lavorazioni eseguite, tecniche di fertilizzazione, rese produttive delle coltivazioni). Utilizzando sistemi di predizione rapidi e a basso costo (spettroscopia del vicino infrarosso – NIRS) saranno valutati carbonio organico totale (TOC) ed estraibile (TEC), azoto totale Kijeldal (NTK) e nitrico (NO3) di circa 225 campioni, 15 per azienda, provenienti da suoli giudicati di interesse nel monitoraggio. Con questi dati e con il supporto di un pedologo saranno individuati 15 appezzamenti “testimone”, da sottoporre a caratterizzazione pedologica, fisica, chimica e del grado di fertilità. I suoli “testimone” saranno sottoposti alle determinazioni chimiche e fisiche più significative dal punto di vista agronomico e ambientale.

 

Per ogni singola azienda saranno eseguite valutazioni della sostenibilità ambientale ed economica delle tecniche di gestione del suolo, dell’allevamento e della sostanza organica da esso prodotta: 1) l’impronta del carbonio riferita al ciclo di vita del prodotto (carne e latte) al cancello dell’azienda mediante Life Cycle Assessment, LCA (LIFE15CCM/IT/000039 Forage4Climate); 2) determinazione dei costi di produzione, attraverso metodologie internazionali stabilite da reti di Agribenchmark a cui CRPA aderisce.

 

Per la dimensione territoriale si eseguirà una contabilizzazione di emissioni di GHG utilizzando gli strumenti e le fonti dati disponibili al momento dell’avvio di agriCOlture. Il fine è quello di valutare il grado di miglioramento che si potrà raggiungere con le metodologie e i tools identificati come buone pratiche.

 

 


 

> Buone pratiche per la gestione sostenibile del suolo e tool di contabilizzazione del carbonio
Il progetto prevede la definizione di specifici protocolli di lavoro per le 15 aziende da utilizzare in fase dimostrativa, relativamente a: i) buone pratiche agronomiche da utilizzare e loro declinazione secondo le condizioni pedoclimatiche, produttive e manageriali dell’azienda; ii) metodi di contabilizzazione del carbonio del suolo e delle emissioni di GHG.

 

Verranno scelti tools e data base di contabilizzazione predisposti per l’adozione a livello aziendale e territoriale. Per il livello aziendale si tratta di individuare metodi per prevedere, oltre la durata del progetto, l’effetto che le buone pratiche possono apportare in termini di mantenimento e/o incremento del SOC, perché tali effetti si esplicano nel lungo periodo. Saranno inoltre individuati adeguati tool di calcolo che permettano di valutare la dinamica del carbon stock alla scala territoriale rispetto ai diversi scenari di flusso del carbonio organico derivante dalla gestione dei reflui zootecnici. Si ritiene che tale strumento di analisi e previsione possa fare emergere e contribuire a gestire filiere virtuose a scala territoriale della sostanza organica che facciano incontrare le esigenze di aree con deficit nello stock di carbonio dei suoli agricoli e aree con eccesso di produzione di reflui.

 

 


 

> Dimostrazione e valutazione delle buone pratiche
L’azione dimostrativa, estesa negli ultimi 3 anni di progetto, prevede l’applicazione delle buone pratiche su 2 campagne agrarie. La superficie interessata per ciascuna azienda sarà di almeno 2,5 ettari e comprenderà l’appezzamento “testimone” già caratterizzato. Sui campi prova, alla fine dei due anni di applicazione delle buone pratiche, sarà eseguito lo stesso protocollo di valutazione dello stato del suolo adottato ex ante.

 

Per ogni azienda le valutazioni di sostenibilità delle buone pratiche saranno eseguite da un duplice punto di vista: i) ambientale, mediante impronta del carbonio riferita al ciclo di vita del prodotto (carne e latte); ii) economico, con la determinazione dei costi di produzione. In particolare, si raccoglieranno tutti gli elementi utili a condurre l’analisi costi-benefici necessaria a individuare un compromesso tra vantaggi ambientali, produttività e costi generati dalla buone pratiche Verranno prodotti diari dell’uso delle buone pratiche: reports relativi all’applicazione dei protocolli di lavoro per le 15 aziende dimostrative, completi di indicazioni relative agli adattamenti e/o revisioni apportate in corso d’opera, che confluiranno in linee guida relative all’applicazione delle buone pratiche in ambiente collinare e montano. Tutte le aziende saranno oggetto di visite guidate e giornate di dimostrazione delle buone pratiche.

 

Parallelamente al lavoro nelle aziende, verranno eseguiti i calcoli a livello territoriale (comuni e province) utili a testare e validare il tool di contabilizzazione del carbon stock e dei flussi di carbonio organico derivanti dalla gestione dei reflui zootecnici.

 

 


 

> Una governance territoriale per la gestione sostenibile del suolo
I risultati prodotti da agriCOlture relativi al monitoraggio dei suoli e alle emissioni di GHG nel settore zootecnico saranno oggetto di analisi da parte di stakeholders tecnici e politici ai fini dell’elaborazione di un innovativo modello di governance sostenibile della risorsa suolo che intende quantificare e remunerare la pluralità di servizi ecosistemici, compresi quelli legati alla mitigazione del cambiamento climatico, prodotti dall’allevamento di montagna.

 

Sono previste due giornate di lavoro a Reggio Emilia in cui discutere la proposta di una rete europea di Patto per il suolo, individuando obiettivi e mezzi condivisi. A seguito di questo evento verrà stipulato un protocollo di modello di governance che sarà uno dei risultati del progetto. Tale attività fornirà due prodotti: i) un Patto per il suolo inteso come strumento di gestione, accreditamento, formazione e retribuzione della figura di agricoltore custode; ii) un protocollo di trasferimento del modello condiviso in altri territori agricoli europei.

 

 


 

> Monitoraggio dell’impatto del progetto
Life agriCOlture prende in considerazione i seguenti indicatori tecnici relativi alla produzione aziendale (rese ed ettari coltivati) e alla salvaguardia del suolo:
– produzione delle colture presenti nelle rotazioni zootecniche di montagna (cereale/erbaio-medica): resa (kg/ha);
– produzione di proteine animali, latte e carne: kg/anno;
– bilancio di segno positivo per sequestri ed emissioni di CO2 eq/ha;
– efficienza di uso dell’azoto a livello aziendale: resa dell’N;
% di superficie aziendale sottoposta a gestione sostenibile secondo le buone pratiche individuate dal progetto;
ha di terreno in cui saranno applicate le buone pratiche per la salvaguardia del suolo.

 

Alla fine del progetto saranno ponderati gli effetti ambientali e socio-economici risultanti dall’implementazione delle buone pratiche attraverso una analisi costi e benefici (ACB). Obiettivo sarà quello di valutare quanto l’introduzione degli interventi dimostrativi possa massimizzare i benefici sociali, ambientali e relativi alla risorsa suolo che ne risultano.